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lunedì 4 febbraio 2013

Se 62 pagine di rilievi vi paiono poche....

Eccovi la delibera n. 17 della Giunta regionale COMUNE DI COURMAYEUR - VARIANTE SOSTANZIALE GENERALE AL PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE VIGENTE, ADOTTATA CON DELIBERAZIONI CONSILIARI N. 35 DEL 18 SETTEMBRE 2007 E N. 39 E 40 DEL 5 LUGLIO 2012. PROPOSTA AL COMUNE DI MODIFICAZIONI AI SENSI DELL’ART. 15, COMMA 12, DELLA L.R. 6 APRILE 1998, N. 11.

Stiamo esaminando il tutto.

tra i primi rilievi:
  • il raddoppio del golf sembra al momento bloccato, grazie alle nostre osservazioni che hanno "aiutato" gli uffici regionali a fare il proprio lavoro. D'altra parte, la Giunta Rollandin ha riconosciuto: "l’interesse per lo sviluppo turistico del territorio comunale relativo all’eventuale ampliamento del campo da golf della Val Ferret, realizzabile a seguito di una adeguata progettazione volta ad evitare le interferenze negative con l’ambiente e i beni naturali ivi tutelati e di un conseguente iter di approvazione disciplinato secondo le norme vigenti in materia di tutela dei siti di importanza comunitaria e di valutazione ambientale". Tradotto in Italiano: "l'ampliamento del golf necessita di una variante sostanziale apposita, con relativa VAS e VIA, proprio come avevano detto quei rompiscatole degli ambientalisti, che hanno svelato i nostri piani; per ora ci avete fermato, ma ci riproveremo...." Naturalmente li aspetteremo al varco !
  • molte delle promesse elettorali del Sindaco Derriard non sono state mantenute; per ora lasciamo ai sedotti e buggerati il piacere di scoprirlo !
  • gli uffici regionali potevano sicuramente esprimere un giudizio ancora più negativo, ma in questo caso stenteremmo a riconoscere la nostra Vallée...


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domenica 3 febbraio 2013

un mondo d’acqua:Il 2 febbraio è la Giornata mondiale delle zone umide

  Sabato 2 febbraio in tutto il mondo si sono festeggiate le zone umide.

Da noi, in VdA e soprattutto a Courmayeur, alle zone umide si vuole invece fare.... la festa !

Il World Wetlands Day 2013 ha per tema "le zone umide si prendono cura dell'acqua": in tutto il mondo si parla di gestione sostenibile dell'acqua, una risorsa preziosa dalla quale dipendono la sopravvivenza delle specie animali e vegetali e anche la maggior parte delle nostre attività socio-economiche.
Con le parole di Legambiente«Un'occasione per riflettere sull'importanza di questi ecosistemi, serbatoi di biodiversità, e sul patrimonio idrico della nostra Penisola», «Le zone umide, pur essendo ambienti particolarmente delicati e fragili, ci forniscono acqua potabile, producono il 24% del cibo del Pianeta, servono all'irrigazione delle colture, fanno da barriera e da magazzini naturali di acqua in caso di inondazioni e sono importantissimi serbatoi di CO2. Purtroppo nonostante siano un risorsa importantissima per la vita umana, nell'ultimo secolo sono scomparse circa il 90% di questi ecosistemi a causa della forte pressione antropica, dell'inquinamento e dei cambiamenti climatici».

Per salvaguardare questi preziosi ecosistemi serve l'impegno diretto delle istituzioni e la sensibilizzazione dei cittadini. Per questo motivo è nata la rete italiana di Living Lakes, e Alessandra Paciotto, presidente di Legambiente Umbria e coordinatrice di Living Lakes, spiega che il suo obiettivo è quello di «Promuovere una gestione integrata dei laghi, proteggere gli habitat naturali, la flora e fauna, diffondere la conoscenza di questi ecosistemi; ma anche sviluppare in modo sostenibile il turismo e le economie locali e svolgere attività sportive nel pieno rispetto dell'ambiente. Mettere insieme amministratori, associazioni e comunità locali  è un obiettivo fondamentale del nostro network che da alcuni anni lavora per una corrette gestione ambientale dei laghi e per fermare il degrado delle zone umide».
In Italia, oltre ai 53 siti Ramsar riconosciuti, che coprono oltre 60.000 ettari, ci sono anche molte zone umide considerate minori e spesso non riconosciute con lo stesso status previsto della pur svolgendo un ruolo primario nelle strategie per frenare la perdita di biodiversità, sono spesso poco conosciute dai cittadini e poco tutelate dalle istituzioni.


domenica 20 gennaio 2013

Rieccoci !

Via libera a piano regolatore Courmayeur: In aree libere e ampliamenti 1.560 possibili abitanti in piu'

(ANSA) - AOSTA, 11 GEN - Via libera dalla Giunta regionale alla variante generale sostanziale al Piano regolatore del Comune di Courmayeur e al Piano territoriale paesistico (Ptp). Il comune conta attualmente circa 2.900 abitanti e l'andamento demografico e' sostanzialmente stabile da circa un decennio. Le aree libere ancora presenti e i modesti ampliamenti previsti consentono un insediamento potenziale di circa 1.560 abitanti, comprendenti residenti e posti letto turistici.

Car* lettor*,
dopo una lunga assenza riprendiamo il blog.
Dove eravamo andati a finire ? Beh, noi comuni cittadini , dobbiamo anche pensare a risolvere i nostri di problemi, oltre a quelli, appunto, comuni...
E poi, non c'erano grandi novità, dato che la Regione ha atteso, furbescamente, il risultato delle elezioni comunali per esprimersi sul testo definitivo di variante al PRGC.

La Giunta di Rollandin ha formulato il suo parere. Nei prossimi giorni, saremo, quindi, in grado di fornire adeguata informazione e il nostro commento (in particolare, sulla questione del golf).
Attenzione a quello che vi diranno, dato che, salvo il Sindaco e la Giunta regionale, nessuno sa quale sia la formulazione definitiva del piano.

Nel frattempo non siamo stati proprio con le mani in mano e abbiamo provveduto a fare un pò di comunicazione su quello che accade a Courma, al di là del "muro" di Pont: http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2012/12/le-zone-umide-ai-piedi-del-monte-bianco-minacciate-dal-campo-da-golf/

martedì 23 ottobre 2012

Bandiera nera rock

Ecco come il nostro amico Stefano Bigio ha visto la consegna della bandiera nera di Legambiente al Sindaco Derriard durante l'ultimo consiglio


NO FUTURE !!! from stefano bigio on Vimeo.

Per chi non fosse riuscito a seguire ecco la reazione a caldo del nostro sindaco:

Ecco su questa qui,... su questa cosa qui io desidererei, magari anche durante una conferenza stampa, approfondire con chi ha dato questa bandiera, con delle motivazioni che forse avete letto... che sono fatte su presupposti e non su fatti … desidererei veramente avere un confronto punto per punto sulle norme tecniche di attuazione e soprattutto sulle motivazioni assolutamente infondate, generali e generalistiche di questa consegna di bandiera nera.
Io la prendo con orgoglio, questa bandiera nera, perché ho la consapevolezza di avere la coscienza pulita, di non aver fatto nulla che danneggi il mio territorio, il nostro territorio, il territorio di tutti e viste le motivazioni di Lega Ambiente che mi consegna la bandiera verd… nera sono assolutamente orgogliosa di ricevere questa perché dietro questa c'è esattamente la motivazione che non c'è.
Per cui grazie per la bandiera nera … Mi sembra… eh… un fuori… fuori … fuori programma. Gradirei veramente entrare nel merito. Con questa motivazione sono orgogliosa della bandiera nera. Grazie...

venerdì 5 ottobre 2012

Ma quali zone umide ! vogliamo un bel prato verde...

Tra le difficoltà riscontrate nel confronto con i promotori del raddoppio del golf di Courmayeur (quando il confronto è possibile e non veniamo assordati dagli insulti scomposti di persone come il prof. Milano), c'è quella di far capire il valore di una zona umida e comunque non modificata dall'intervento umano, rispetto ad un ordinato prato verde.

Per aiutarvi a capire, vi rimandiamo ad alcune foto di un luogo ormai trasformato dall'uomo: il Vallone di Comboé.

prima


adesso
                           
Noi lo preferivamo prima. 
Un prato verde senza fiori è più bello del cemento, ma è naturale come una mucca di plastica (tipo quella all'ingresso di Courmayeur...)
L'esempio di Comboè serve inoltre a smentire quelle anime belle che continuano a dichiare che si può fare tutto, naturalmente "nel rispetto dell'ambiente". Noi crediamo, invece, che alcune cose è meglio lasciarle come la natura le ha fatte. Custodi e non giardinieri, per intenderci.
Qui altre foto e un commento più che condivisibile.

domenica 30 settembre 2012

Perché la bandiera nera

Come promesso pubblichiamo di seguita le motivazioni che hanno spinto Legambiente ad attribuire la bandiera nera all'amministrazione comunale di Courmayeur.

Motivazione

Descrizione
In adeguamento al PTP (piano territoriale paesistico) regionale, dal 2007 con una giunta diversa dall'attuale, Courmayeur aveva presentato il testo definitivo del nuovo Piano Regolatore. Tutto è rimasto fermo fino a quest'anno, non avendo il Comune presentato la documentazione richiesta dalla Regione (n. 4 documenti integrativi e non discrezionali). L'attuale amministrazione (giunta Derriard), a pochi mesi dal rinnovo amministrativo previsto in novembre, con delibera consiliare del 17/04/12, stravolge il PRGC con un procedimento che pare non essere previsto da nessuna normativa vigente. 
In particolare, il procedimento seguito dalla nuova amministrazione è grave per i seguenti aspetti: 
  • il prolungato e immotivato ritardo nel dare seguito al procedimento di adeguamento al PTP. Per un'area come il territorio di Courmayeur, posta ai piedi del Monte Bianco, sensibile ambientalmente e notoriamente a rischio di speculazione, ogni giorno di ritardo ha delle conseguenze importanti rispetto alla tutela dell'ambiente e del paesaggio; 
  • lo stravolgimento del sistema degli equilibri funzionali (la norma del 2007 prevedeva che per costruire un metro cubo di seconde case prima occorreva aver realizzato 3 metri cubi di alberghiero), consentendo la realizzazione di seconde case prima della realizzazione dei volumi alberghieri. Da ricordare che il PTP regionale, varato nel 1998, prevede lo strumento degli equilibri funzionali non solo per promuovere la realizzazione di alberghi, ma anche per contenere la realizzazione di nuove seconde case. 
L'impostazione della giunta Derriard, quindi, sposa la politica regionale della cura del mattone, molto in voga in questi ultimi anni. Una politica che, allontanandosi dallo spirito del PTP, ha portato a leggi sciagurate come il piano alberghi, (bandiera nera nel 2010). 
La critica più forte è però sicuramente indirizzata al tentativo dell'Amministrazione di modificare le Norme Tecniche d'Attuazione del PRGC del 2007, prevedendo la possibilità, sul piano della compatibilità urbanistica, di estendere il campo da golf della Val Ferret esistente nelle zone urbanistiche limitrofe, anche se le stesse risultano inserite in SIC (Sito d'interesse comunitario: le c.d. Zone umide) e ZPS (zone protezione Speciale, necessarie per il ciclo vitale degli uccelli); in proposito si rinvia all'art. 21 comma comma 1 lett. d) delle NTA adottate il 17/04/12. Altro elemento negativo, il fatto che tale previsione di ampliamento in zona individuata come area natura 2000, non sia stata sottoposta a procedimento di VAS e di Valutazione d'incidenza. In sede di esame delle osservazioni (compresa quella promossa da Legambiente rispetto al suddetto art. 21 NTA), il Comune è stato costretto ad eliminare l'esplicita possibilità di ampliamento del golf in un'area pari a oltre il doppio dell'attuale: resta, però, una norma di rinvio (art. 21 comma 3) che pare prevedere l'applicazione della norma in materia di golf a tutte le zone limitrofe a quella attualmente già destinata all'attività golfistica. Di fatto, l'estensione sembra rimanere, come del resto confermato dal fatto che la nostra osservazione è stata bocciata e che il Sindaco ha dichiarato che l'ultima versione dell'art. 21 va considerata solo rimodulata e non modificata, in quanto i contenuti restano gli stessi. L'Amministrazione Derriard sembra lasciare di fatto aperta la possibilità ad un ampliamento del golf che stravolgerebbe il delicato equilibrio di un sito protetto, che già in passato è stato con fatica protetto da altri tentativi speculativi. Si auspica che la Regione, competente in materia di Siti Natura 2000, intervenga a tutela di questo inestimabile patrimonio.

sabato 29 settembre 2012

Una bandiera nera sventola su Courmayeur

Anche se il colore del vessillo è lo stesso, non è una feroce ciurma di pirati che giovedì 27 settembre è andata all'abbordaggio del Consiglio comunale di Courmayeur, ma due determinate militanti di Legambiente che hanno approfittato dell'ultima seduta della legislatura per consegnare a Fabrizia Derriard la bandiera nera assegnata al comune di Courmayeur per il suo nuovo piano regolatore che di fatto vanifica gli equilibri funzionali e apre la porta al raddoppio del campo da golf (nel prossimo post troverete per esteso le motivazioni di Legambiente).
Il sindaco, visibilmente teso, ha accettato con orgoglio (!?) la bandiera nera dicendosi pronta a ribattere (quando non si sa) punto su punto alle critiche di Legambiente, ma ha rifiutato qualsiasi confronto con Alessandra Piccioni, presidente del circolo Legambiente della Valle d'Aosta, e ha lasciato la sala assieme ai suoi fidi consiglieri che non hanno voluto ascoltare Rosetta Bertolin che, davanti a una sala vuota, spiegava le ragioni dell'associazione.
Anche l'assessore Vecchi non ha visto di buon occhio l'iniziativa di Legambiente e dimostrando una spiccata propensione al dialogo ha fatto notare che aveva giusto bisogno di uno straccio per pulire la sua auto.
E il pubblico… i pochi presenti hanno ascoltato con interesse ad eccezione dei fan incondizionati dell'amministrazione uscente che hanno reagito in modo scomposto con un Eligio Milano in gran forma che, dimenticando in un baleno anni di lezioni ai ragazzi sugli imprescindibili valori della democrazia, urlava alle malcapitate di tacere e ricopriva di insulti alcuni presenti e una Wanda Jacquemod dall'espressione molto tirata che tuonava contro gli ignoranti anti-golf.

domenica 23 settembre 2012

Dalle 9 buche attuali, passeremo a 45 ?!

  Come potete leggere, ormai è una mania !
scherzi a parte, il dato interessante che emerge è la totale assenza di programmazione (o almeno del rispetto della stessa).
Sicuramente un golf a La Salle sembra avere più senso, come periodo di apertura e qualità ambientale delle aree interessate, che a Courmayeur.
Resta naturalmente il problema dei diserbanti e della compatibilità di tale impiego dei terreni con la vocazione agricola di La Salle.

Precisando, naturalmente, che non ci vedrete mai tra i fans del golf (sport discutibile da un punto di vista ambientale), siamo comunque sempre aperti al confronto (in proposito si veda il protocollo d'intesa siglato da diverse associazioni ambientaliste e FIG che prevede, tra l'altro la salvaguardia delle aree natura 2000).

Cosa radicalmente diversa è immaginare un campo da golf in una ZPS o in un SIC.

Qui di seguito l'articolo della Stampa:


Valdigne, caccia alle 18 buche Il golf contagia anche La Salle: Idea appoggiata dalla Comunità montana, ma pure La Thuile punta al green (di JESSICA CAVALLERO)

Tutti lo vogliono, ma ancora non si vede. La storia del golf a 18 buche in Valdigne può essere ridotta a questo. A parlare della possibilità di realizzare un campo da diciotto buche (tra La Salle e Morgex) era stato l’allora assessore al Turismo e Sport Luciano Caveri. Era il 2004 e aveva commissionato uno studio sullo sviluppo di questa disciplina e sui luoghi adatti a ospitarla. Ecco che i Comuni della Valdigne si erano mobilitati. Morgex aveva messo sul tavolo la zona Pautex, alla sinistra orografica della Dora. La disponibilità del terreno non avrebbe però permesso di spingersi oltre le nove buche e per rendere l’offerta realmente appetibile, di buche ne servivano almeno diciotto. Nulla di fatto quindi per la giunta di Lorenzo Graziola, che nel 2005 era subentrata a quella di Dante Quinson.

A Courmayeur, grazie all’intervento di privati, esiste già un campo da golf a nove buche, sul quale si discute di un possibile ampliamento. A otto anni di distanza dallo studio regionale, è il Comune di La Salle a puntare su un green da diciotto buche, con l’appoggio della Comunità Montana Valdigne Mont Blanc. Lo avevano spiegato durante l’approvazione del programma di sviluppo turistico gli amministratori di La Salle: «È un tema che fa pubblicità» aveva detto il primo cittadino, Cassiano Pascal, parlando «di scelta "obbligata" grazie alla geografia e all’esposizione del Comune con l’accesso diretto tramite l’autostrada». A confermarlo è il presidente della Comunità Montana Riccardo Bieller: «All’interno del piano di sviluppo turistico abbiamo accordato a ogni Comune una rilevanza turistica a seconda della sua specificità. Pré-St-Didier per quanto riguarda lo sfruttamento delle acque termali, La Thuile e Courmayeur, importanti stazioni sciistiche, Morgex come centro di servizi, mentre La Salle luogo ideale per potenziare la presenza di strutture dedicate agli sport popolari e al golf». Il Comune guidato da Cassiano Pascal si è già visto mutilare dei campi di palet che saranno ospitati a Morgex per il mancato via libera dei proprietari dei terreni e l’associazione di palet della Valdigne che si era messa di traverso.

Ma intanto anche La Thuile ha deciso di puntare su questa disciplina. Lo fa convocando nelle prossime settimane i proprietari, circa duecento, dei terreni del piano di Arly dove si vogliono realizzare nove buche, «scomodando» per l’occasione anche il campione di golf Costantino Rocca, che sarà invitato all’assemblea. Il costo dell’intervento è stimato in 1 milione e 200 mila euro. «In questo modo - spiega il vicesindaco di La Thuile, Francesco Stammelluti - avremo il golf d’estate e lo sci di fondo d’inverno». «A livello di Comunità Montana - aggiunge Bieller - abbiamo scelto La Salle anche per poter sfruttare un campo da 18 buche in grado di ospitare competizioni internazionali in maniera prolungata durante l’anno. Se La Thuile trova i finanziamenti, buon per loro», ma avverte: «L’iter non è semplice, bisogna dichiarare la pubblica utilità prima di eventuali espropri».

giovedì 20 settembre 2012

L'architetto Fubini non ci convince mica...


Il 5 luglio il Consiglio Comunale di Courmayeur ha adottato il testo definitivo delle nuove Norme Tecniche d'Attuazione.
Siccome le controdeduzioni dell'arc. Fubini sono ben lontane dall'averci convinti, abbiamo inviato la lettera che potete leggere di seguito o qui agli uffici regionali Urbanistica e pianificazione, Tutela aree SIC e ZPS, Valutazione ambientale, all'Assessorato all'Ambiente e al  Difensore civico.
Nella nota ribadiamo i nostri fondati dubbi sull'illegittimità del procedimento adottato per modificare il Piano regolatore e chiediamo risposte chiare sulla vicenda dell'ampliamento del golf.
Abbiamo fatto, inoltre, un pò di conti rispetto al valore dell'operazione "aggiornamento variante generale al PRGC": circa 170 milioni di euro; se a voi sembrano pochi....
 
Ora la Regione, in sede di conferenza di pianificazione, sta valutando...

Buona lettura  e fateci sapere cosa ne pensate.



Oggetto: PRGC Courmayeur – delibera C.C. n. 39/2012 – Segnalazione di presunta illegittimità e richiesta d'intervento.

Con la presente, in relazione all'adozione da parte del Consiglio comunale di Courmayeur con deliberazione n. 39/12 del testo definitivo delle NTA del PRGC, si ribadisce integralmente quanto già dichiarato nelle precedenti comunicazioni e si rileva quanto segue per l'adozione dei provvedimenti di competenza e perché le istituzioni in indirizzo non possano appellarsi alla mancata conoscenza per un'eventuale corresponsabilità:

 1. da un esame della deliberazione consiliare e dei suoi allegati non si rileva nessuna puntuale e fondata argomentazione – in particolare, da un punto di vista giuridico – che contraddica gli elementi di illegittimità dell'iter seguito dall'amministrazione nell'adozione del c.d. atto d'integrazione e aggiornamento delle NTA 2007 evidenziati da diverse osservazioni al PRGC, compresa la nostra. (oss. n. 12). Si sottolinea, in proposito, che il fatto che l'amministrazione abbia dovuto prevedere la fase delle osservazioni, ordinariamente prevista per nuove norme e non per un aggiornamento non discrezionale, conferma l'ipotesi che si sia trattato di una modifica sostanziale alle NTA del 2007. La controdeduzione comunale risulta assolutamente insufficiente e non puntuale. Viene infatti operato un mero rinvio alla motivazione della delibera che in realtà non dice nulla. Vediamo nel dettaglio i punti di tale c.d. premessa, che richiama:

  • il parere della struttura urbanistica regionale di non decadenza della variante del 2007, in quanto trasmessa alla regione per l’approvazione (cfr. prot. 13862 del 27/09/2010) – La nostra osservazione non sollevava tale punto;
  • le relazioni del 13/04/2012 e del 24/06/2012 dell’arch. FUBINI, tecnico incaricato e soggetto specificamente competente per materia, che attestano che non sono state apportate modifiche sostanziali (strutturali) all’impianto adottato nel 2007 – Le relazioni in realtà, come si vedrà di seguito, non dimostrano questo, ma si limitano a conteggiare quante nuove case potranno essere realizzate...
  • le dichiarazioni dell’Assessore ZUBLENA nel Consiglio Regionale del 21/06/2012 ove, in risposta a un’interpellanza sull’argomento, ha chiarito che l’adozione di un nuovo testo di NTA non contrasta né con le norme, né con la prassi sinora seguita, se finalizzata ad adeguamenti che non modifichino il PRG 2007 nella sua impostazione strutturale. Nell’occasione ha anche sottolineato che tale prassi è, peraltro, conforme al principio di conservazione degli atti del procedimento amministrativo e di conseguenza all’economicità dell’azione amministrativa – L'Assessore, come confermato nell'incontro avuto con gli scriventi, si è limitata a ribadire quanto da noi già dichiarato, ossia che le NTA 2012 non possono modificare nella sostanza la variante del 2007;
  • il disposto dell’art. 29 della l.r. 12/2009 (Disposizioni in materia di VIA e VAS) in base al quale i procedimenti avviati prima della legge del 2009, come nel caso di specie, vanno conclusi ai sensi della normativa vigente al momento dell’avvio del procedimento – La norma prevede che i suddetti procedimenti avviati vengano conclusi, senza modifiche sostanziali. È infatti evidente, da un punto di vista giuridico, che se si apporta una modifica sostanziale al testo della variante – come intervenire sugli equilibri funzionali, cambiare la destinazione di zona lasciando immutata la sua delimitazione (come avvenuto per le zone artigianali e parte delle alberghiere e agricole) o prevedere l'estensione del campo da golf in zone zps e sic – allora il principio inderogabile da applicare è quello del tempus regit actum: siamo, quindi, di fronte a un nuovo procedimento da sottoporre alla nuova normativa. In ogni caso, anche la vecchia normativa vigente al momento dell'avvio del procedimento di approvazione della variante generale non è stata rispettata. Se si applica la normativa del 1991, la legge, comunque,  chiede un confronto preventivo tra comune e regione rispetto al testo preliminare della variante, cosa che qui non è avvenuta (per le NTA del 2007 sì, per quelle del 2012 no);
  • il confronto tra il Sindaco e gli uffici urbanistici regionali, principali interpreti della l.r. 11/98, per condividere le innovazioni e verificare che si collochino nel solco della procedura del 2007 – Non c'è traccia formale di tale confronto e più volte gli uffici regionali hanno dichiarato di non aver esaminato il nuovo testo delle NTA adottato nel 2012.

 2. rispetto al tema della salvaguardia: l'amministrazione comunale ha stabilito che il testo definitivo delle norme del 2007 non rileva più a tale fine, ma solo quello del 2012. Risulta quindi possibile – come già avvenuto in passato, cfr. TAR VdA sentenza n. 72/2009 relativa a delibera del Consiglio comunale Courmayeur n. 44/08 – che il Comune di Courmayeur nel periodo tra l'adozione del testo definitivo da parte del Consiglio Comunale e quello di approvazione della variante da parte della Regione autorizzi interventi edilizi fondati su norme che successivamente saranno dichiarate illegittime dal TAR o dalla stessa RAVdA in sede di approvazione della variante. Riteniamo opportuno che la Regione, e in particolare l'ufficio direzione urbanistica, intervengano per definire subito questo aspetto, pena la corresponsabilità nei successivi inevitabili contenziosi (amministrativi e, conseguenti, contabili).
Si rammenta agli uffici regionali che, durante l'incontro con l'ass. Zublena, erano stati sollevati seri dubbi dal dirigente della direzione urbanistica rispetto alla facoltà del comune di Courmayeur di non considerare la norma del 2007 ai fini della salvaguardia; il dirigente si era infatti impegnato ad approfondire da subito la questione, viste le sue implicazioni.
Qui di seguito un estratto del verbale di Consiglio n. 39/12 in cui il Segretario, dott. Minelli, dichiara:
"le misure di salvaguardia si applicano nel modo seguente. Fino all’approvazione della variante generale i permessi per costruire vengono rilasciati in base alla normativa urbanistica originaria (quella preesistente – 1989); quindi se un progetto contrasta con la stessa, è negata la concessione anche se è conforme alla variante adottata. Invece se la concessione edilizia è autorizzabile in base alla normativa preesistente ancora vigente (1989), ma non è aderente a quella della variante adottata, allora è sospesa ogni determinazione sulle pratiche contrastanti con la variante in corso di approvazione (art. 20 comma 1 l.r. 11/98). Nell’ipotesi in cui la variante adottata in prima istanza (2007) venga modificata e vi sia una nuova versione della variante riadottata (2012), è a quest’ultima che occorre far riferimento per l’operatività delle misure di salvaguardia. Infatti è evidente che la prima versione (quella adottata inizialmente – 2007) è superata dalla seconda versione adottata dal C.C. (2012), che è l’unica che, se approvata dalla Regione, potrà tramutarsi in disciplina urbanistica. La primitiva versione della variante adottata (2007) avrà anch’essa efficacia ai fini delle misure di salvaguardia, ma solo fino al momento in cui non sia stata effettuata la seconda adozione. Da questo momento è la seconda variante adottata a fungere da parametro di riferimento per le misure di salvaguardia. Corre l’obbligo di precisare che il 2012 rispetto al 2007 ha modificato le sole NTA, restando invariati i restanti documenti che compongono la variante generale al PRG".
Qui di seguito forniamo alcuni esempi di criticità derivanti da tale interpretazione del principio della salvaguardia:

  • equilibri funzionali: il rapporto previsto dalle NTA è più restrittivo di quello previsto dal piano vigente (1989), ma tale norma, se applicata nella versione del 2012 anzichè in quella del 2007, consentirebbe da subito lo sblocco dell'edilizia secondaria !
  • Zone Bd: il caso più evidente in cui un'errata applicazione del principio della salvaguardia potrebbe causare danni irreperabili, in quanto molte di tali zone rientrano per il vigente piano 1989 e per le NTA 2012 nelle zone C, in cui è consentita l'edificazione a scopo abitativo al contrario di quanto previsto delle norme del 2007. Da rammentare che una di tali zone Bd, in cui ora è possibile realizzare edilizia residenziale, è stata così disciplinata in contrasto con il rigetto di un'osservazione in tal senso, promossa nel 2007 da congiunti dell'attuale Sindaco;

 3. A sostegno della tesi che le NTA 2012 sono da intendersi come modifica sostanziale al testo definitivo della variante del 2007, è la previsione da parte del Consiglio Comunale di una norma transitoria. Il precedente art. 26 NTA 2007 prevedeva una norma transitoria a tutela dei c.d. diritti quesiti – ossia le domande di concessione presentate entro una certa data e bloccate per gli equilibri funzionali. Se le norme del 2012 fossero solo un aggiornamento non ci sarebbe bisogno di altre norme transitorie che invece stravolgono le precedenti;

 4. Con manifesta incoerenza il consiglio comunale ha rigettato alcune osservazioni sulle norme del 2012 in quanto ritenute modifica di zonazione, mentre la stessa amministrazione con il testo preliminare delle NTA 2012 ha stravolto nella sostanza i contenuti della zonazione adottata nel 2007, in particolare rispetto alla disciplina delle zone artigianali e a diverse zone alberghiere;

 5. Le istituzioni europee cofinanziano attività di promozione delle aree tutelate da ZPS e SIC (per esempio il progetto Vivavda cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) - Programma Competitività regionale 2007/13). In presenza di norme che mettono in pericolo tali aree (come quelle relative al campo da golf) senza nemmeno rispettare la procedura in materia di VAS, non si può escludere che sia avviata una procedura d'infrazione e il blocco delle risorse (e magari richiesta la loro restituzione con relativo danno contabile);

 6. In sede di adozione definitiva delle NTA 2012, non viene data nessuna spiegazione sul perchè si sia equiparata la destinazione "seconde case" con quella "uffici". Non c'è nessuna relazione che motivi questa limitazione per chi volesse costruire  "veri"  uffici. Sussiste il rischio che questa equiparazione possa in un secondo tempo consentire la variazione di destinazione da uffici già esistenti a seconde case, in deroga agli equilibri funzionali, rendendo così possibile una sanatoria di fatto;

 7. Rispetto alle Zone artigianali, industriali e commerciali: è errato quanto dichiarato dall'arch. Fubini nella relazione di adozione del testo definitivo: le NTA 2007 non prevedevano possibilità di realizzare abitazione principale (salvo per l'abitazione dell'artigiano). Tant'è che le osservazioni che nel 2007 lo chiedevano sono state rigettate. Da evidenziare che l'obiettivo di sostenere la prima casa – non convenzionata e comunque di un valore al metro quadro intorno ai 7.000/9.000 euro – non può cancellare l'obiettivo, di pari importanza, di sostegno alle attività artigianali e industriali previsto nella relazione connessa al PRGC 2007 e concretizzato nelle NTA 2007. Nelle zone C (ex D) era già prevista una zona Ca destinata a edilizia convenzionata, ma solo per una determinata sottozona, mantenendo così la destinazione principale (artigianale, ecc.). Era inoltre consentita la possibilità di realizzare abitazioni, cedute a titolo di locazione temporanea a favore di addetti ad attività economiche con sede produttiva nel Comune. Ora si prevede, invece, l'estensione della destinazione abitativa a tutte le zone e non per edilizia convenzionata, ma per prima casa, anche di lusso. Da evidenziare che in tali zone, anche il piano del 1989 non consentiva l'edilizia residenziale;

 8. la relazione d'approfondimento dell'arch. Fubini – questa sì vera e propria integrazione e non modifica – riconosce il valore delle zone sic e zps, oltre che la crescente antropizzazione delle aree connessa all'attività golfistica. La scelta dell'ampliamento risulta quindi ancora più paradossale ed incoerente;

 9. Rispetto alla questione dell'ampliamento del campo da Golf, evidenziamo che:

  • l'Art. 21, comma 1 lett. d) - AREE PER LA PRATICA DEL GOLF delle Norme Tecniche d'Attuazione del PRG adottate dall'amministrazione Derriard in data 17/4/2012 con deliberazione n. 28/12 prevedeva: (...) Al fine di mantenere e sviluppare, con un corretto approccio ambientale, il comprensorio legato alla pratica del golf sono attuabili i seguenti interventi: (...)  estensione del percorso da golf nelle sottozone limitrofe Ef16, Ec18, Ef04, Eh02 e Eg14 e Eg19.
  • Rispetto alla seduta consiliare del 5/7/12, il Sindaco dice "abbiamo rimodulato l'articolo (art. 21 NdA), il contenuto rimane uguale". Da una parte, l'Amministrazione è stata costretta ad eliminare il comma 1 lett d) dell'art. 21 che prevedeva l'esplicita possibilità di ampliamento del golf in un'area pari a oltre il doppio dell'attuale. Resta, però, una norma di rinvio (art. 21, comma 3) che prevede l'applicazione delle norme sul golf a tutte le zone E e non solo alla zona Eh. 
  • Di fatto, l'estensione pare rimanere, come del resto confermato dall'ultimo comma e dal fatto che la nostra osservazione è stata bocciata. Il Sindaco, inoltre, ha dichiarato che l'ultima versione dell'art. 21 va considerata solo rimodulata e non modificata.

Risulta quindi necessario un intervento chiarificatore da parte delle istituzioni regionali;

 10. Non viene spiegato, in sede di adozione del testo definitivo delle NTA 2012, quale sia il vantaggio – per il bene comune e per gli obiettivi espressi in sede di relazione – conseguente al ribaltamento degli equilibri funzionali. Manca, infatti, una motivazione coerente con gli obiettivi di promozione del settore alberghiero e della prima casa. L'unico vantaggio evidente è per chi era in lista d'attesa, ma il PRGC deve perseguire interessi generali e non particolari, e qui, lo ripetiamo, non viene nemmeno spiegato quale sia il vantaggio generale. Si fa riferimento a una futura maggiore programmazione, senza specificare gli obiettivi della stessa. Si evidenzia, inoltre, che come ribadito in sede di PTP, gli equilibri funzionali, oltre a promuovere le destinazioni alberghiere hanno comunque la finalità di stoppare destinazioni (o peggio ancora usi del suolo) non vantaggiosi per la comunità, come appunto quello della seconda casa. Da notare che l'eventuale obiettivo alternativo di adeguare il PRGC a supposte esigenze gestionali deve seguire un iter preciso: quello della variante e non del c.d. aggiornamento e integrazione.
Il ribaltamento, immotivato, del rapporto temporale (prima costruisco le seconde case e poi si vedrà) favorisce chi potrà realizzare le seconde case, ma non determina nessun vantaggio  per la comunità;

 11. La capacità insediativa può forse essere rimasta invariata – in realtà come ammesso nella stessa relazione dell'arch. Fubini, così non è –  ma sono cambiate le destinazioni d'uso degli immobili, con un evidente squilibrio per la destinazione abitativa rispetto alle altre. Da notare che tale squilibrio è già presente allo stato attuale, in forza del vigente PRGC del 1989 e che il piano del 2007 cercava di invertire tale deriva;

 12. la nuova edificazione premiale residenziale secondaria (connessa all'alberghiero) intaccherebbe anche zone con altra destinazione, in manifesto contrasto con qualsiasi idea di pianificazione urbanistica;

 13. Zone Bd e Cd (alberghiere): si rammenta che l'art. 5.2 2007 prevedeva: Tale zonazione, attraverso la determinazione della capacità insediativa, e la individuazione di zone specificatamente destinate alla ricettività turistica, così intesa ai sensi di legge (legge regionale 33/84 e legge regionale 11/96), e classificate come zottozone Bd e Cd, privilegia la destinazione turistico-ricettiva rispetto alla residenziale.
Nelle NTA 2012, con un'evidente modifica sostanziale, abbiamo l'introduzione, di fatto, di una nuova zonizzazione in cui compaiono zone con destinazione d’uso esistente prevalente non ricettiva (e ciò in contrasto con la relazione alla base delle scelte del 2007 e le analisi sull'edificato svolte dallo stesso arch. Fubini) dove diventa possibile realizzare anche abitazioni. In particolare, si segnala:

  • la zona Bd 11, in cui decaduto l'accordo di programma, ecco spuntare la possibilità, tanto per cambiare, di poter realizzare case;
  • la zona del Pussey, in cui sono evidenti alcuni immobili in corso di realizzazione che già sembrano appartamenti anziché uffici, box o ricettivo (destinazioni consentite nel 2007, salvo quanto già previsto in sede di norma di salvaguardia);
  • la zona di Dolonne, rispetto alla quale specifiche osservazioni in tal senso, nel 2007, erano state respinte.

 14. Lo studio sulle zone agricole doveva essere presentato in sede di adozione del testo preliminare e non in sede di testo definitivo. Da notare che gli indirizzi regionali in materia di zone agricole - Linee guida inerenti al cambio di destinazione d’uso dei fabbricati agricoli - prevedono delle norme minime di salvaguardia delle destinazioni legate alla razionalità delle strutture, ma da nessuna parte obbligano i comuni a consentire il cambio di destinazione d'uso verso le seconde case, cosa che invece le NTA 2012, a differenza del 2007, prevedono;

 15. rispetto alle nuove partizioni dei pud, si evidenzia che lo stesso arch. Fubini aveva già fatto le valutazioni del caso sulle superfici, nel 2007, giungendo a risultati diversi da quanto previsto nel 2012;
 16. Come riconosciuto dallo stesso arch. Fubini nella sua relazione risulta il seguente aumento di capacità insediativa:

  • 4.200 mc seconde case in Val Veny;
  • 1.900 mc seconde case in Val Ferret;
  • 702 mc in Val Sapin;
  • almeno 25.000 mc di seconde case realizzabili in deroga agli equilibri funzionali, come premio rispetto ad interventi su alberghi.

In tutto fanno almeno 32.000 metri cubi di seconde case! Ossia circa 12.000 metri quadri, oltre allo sblocco della lista degli equilibri funzionali, per cui si è già previsto un aumento di oltre 5.000 metri cubi. Stiamo parlando di un valore economico pari a circa euro 120.000.000,00.
Da evidenziare che nelle conclusioni della relazione dell'arch. Fubini non si tiene conto delle modifiche apportate ai volumi relativi alla  prima casa: nelle zone Bb e Bc + Bd si ha: 4.020 mc + 10.861 mc, ossia quasi 15.000 metri cubi in più di abitativo che vanno ad aggiungersi ad una situazione già squilibrata in tal senso. Vale a dire circa 5.000,00 metri quadri in più, ossia quasi 50 milioni di euro di valore.
L'arch. Fubini, rapportando i nuovi volumi a quanto già edificato a Courmayeur e non a quelli ancora potenzialmente sfruttabili, dichiara che non si tratta di "un grande stravolgimento", come ad ammettere l'evidenza, ossia che comunque di stravolgimento si tratta. Del resto il valore finale dell'operazione ammonta a una sciocchezza: circa 170 milioni di euro.

Restando a disposizione per ogni chiarimento, porgiamo cordiali saluti.


domenica 19 agosto 2012

Per qualche coperto in più

La Stampa di domenica scorsa ci riservava anche un'altra chicca, questa lettera di Ferdinando Derriard che riportiamo per intero:

Per chi non potesse credere ai suoi occhi
trovate qui l'originale della lettera
Vorrei, tramite la posta dei lettori di codesto giornale - edizione della Valle d’Aosta - far giungere all’assessore comunale all’Ambiente e al Territorio di Courmayeur, che penso sia il referente dell’amministrazione locale per quanto in oggetto, le lamentele che il 7 e l’8 agosto (primi due giorni di bel tempo) i pochi fortunati che hanno potuto accedere alla Val Ferret, nonostante la chiusura al traffico veicolare, hanno esternato, al solo fine di renderla partecipe di quanto avviene sul territorio. I pochi turisti lamentano la macchinosità del percorso che sono obbligati a percorrere sul piazzale A. Retegno di La Palud, anche se prenotati presso esercizi pubblici, per accedere al secondo «posto di blocco» tra macchine in manovra, code per parcheggiare, ecc... Ad un automobilista è stata chiesta la... password, per continuare (sic). L’8 agosto, in Val Ferret c’era, si può dire, nessuno e, a quanto pare, la decisione della chiusura della Valle al traffico veicolare appare almeno anacronistica, in quanto vengono a mancare tutti i motivi che la rendevano praticabile anni fa, addietro in tempi di frequentazione normale e, quindi, non più oggi in tempo di turismo in crisi, che si rifletterà in un prossimo recente futuro in incassi di parecchio inferiore per le casse erariali. La gente dice che, in tempi come quelli attuali, è importante prendere decisioni da parte dei responsabili, i quali, però, devono avere il coraggio di modificarle o di riconsiderarle dopo puntuali verifiche sul territorio e contatti con gli operatori, che per quanto li riguarda, non mi risulta, abbiamo mai avuto «l’onore» di poter fare osservazioni dirette. In questo periodo di Olimpiadi che esaltano l’individualità della persona e lo spirito di squadra, quando i singoli devono operare insieme per raggiungere un traguardo importante, non vorrei che lo sport più praticato in Italia o almeno qui da noi, diventi quello del «taglio degli..., per far dispetto alla moglie», perché proprio questa sorta di autolesionismo, in nome di non si sa quale nobile scopo da raggiungere, in periodo di difficoltà economiche non indifferenti dovrebbe essere lasciato da parte per far posto allo «spirito di squadra» per raggiungere obiettivi ormai indifferibili e necessari alla comunità di cui facciamo parte. Ognuno deve fare la sua piccola parte per il bene comune che, in questo momento, è quello della ripresa economica e del superamento della «crisi». Attualmente non vi è motivo di chiudere al traffico veicolare le Valle Vény e Ferret, perché non vi è afflusso di gente che possa giustificare così drastiche decisioni. Teniamo presente che sono valli chiuse per motivi naturali (inverno, valanghe, ecc.) circa nove mesi all’anno e quindi non regge il rifugiarsi nella salvaguardia della salute pubblica, o la salvaguardia dell’ambiente che, proprio a causa della crisi e delle avversità atmosferiche (vedasi sabato e domenica scorsi), non è d’attualità, così come presunte avversità all’ampliamento del campo di golf a vantaggio di un’area che umida è diventata solo per incuria dei proprietari. Siamo ormai giunti a un punto che non si può più tacere ma è necessario e vitale che «il popolo» dica la sua e faccia sentire il suo malcontento. Ringrazio per l’ospitalità ed auguro a tutti buon lavoro e buon periodo di vacanza.


Ferdinando Derriard si è accorto che è arrivata la crisi anche in Val Ferret. Tutela della salute pubblica e difesa dell'ambiente sono lussi che non possiamo più permetterci. E così, mentre a Taranto la popolazione deve scegliere tra il lavoro e la salute, noi a Courmayeur - che siamo molto più fortunati - dobbiamo rinunciare a proteggere il nostro ambiente. Il Sig. Derriard ha scelto la Stampa di domenica scorsa per informare l'amministrazione comunale (cosa sorprendente, visto che è lo zio nonché vicino di casa della nostra Sindaca), e tutti noi, del suo malcontento per la recente chiusura della Val Ferret alle auto e per esporre la sua ricetta per uscire dalla crisi.
Per qualche coperto in più ha equiparato con eleganza la tutela dell'ambiente al "tagliarsi i ... per far dispetto alla moglie" e quindi basta limitazioni del traffico, basta piani di gestione della vallata (ce n'è uno predisposto dalla Regione che sua nipote ha deciso di tener sepolto in un cassetto da anni senza aspettare i suoi suggerimenti) e basta protezione di un paesaggio famoso in tutto il mondo per la sua bellezza. Sì invece al raddoppio del golf al posto di quell'inutile acquitrino che la convenzione di Ramsar definisce "ambienti unici ed irripetibili, fragili e ricchissimi, affascinanti e sconosciuti, da avvicinare con molta discrezione, conoscere, amare e proteggere” e che qualche estremista verde che notoriamente pullulano nei corridoi dell'Unione Europea ha deciso di proteggere.
sibfreak su wikimediacommons
Ferdinando Derriard, che, ahinoi, è anche un nostro ex amministratore, ha dimostrato di non vedere più in là delle sue tasche, mentre è proprio nei periodi di crisi che bisogna essere lungimiranti. Se c'è una cosa che può mettere, almeno un po', Courmayeur al riparo della crisi è proprio il suo ambiente unico che la porrà sempre tra le prime destinazioni turistiche montane, almeno finché persone come Ferdinando Derriard, che confonde l'incasso del suo ristorante con il bene comune, non l'avranno rovinato definitivamente. È su questo che dobbiamo puntare e che Ferdinando Derriard si metta il cuore in pace, non è ancora arrivato il momento di aprire un McDrive in Val Ferret. 

mercoledì 15 agosto 2012

Si riparla di 18 buche

La Stampa del 12 agosto 2012
Domenica un nuovo articolo su La Stampa parlava del golf e della volontà della società di portarlo a 18 buche. Potete leggere l'articolo qui