Nell'ambito delle manifestazioni
del 150° del CAI la Commissione Tutela
Ambiente Montano (TAM) si è impegnata per realizzare un
progetto che avesse rilevanza nazionale e che impegnasse buona
parte degli operatori regionali e nazionali e "semplici"
soci, che fanno della difesa del territorio uno dei principali
motivi di appartenenza al CAI.
In quest'ottica si è avviata una ricerca su tutto il territorio
nazionale delle peculiarità della nostra montagna con
l'obiettivo di raccogliere 150 CASI, numero simbolico legato
al festeggiamento in corso in casa CAI.
Il progetto prevede un evento e una scheda per ogni CASO. Per
la conoscenza dei 150 CASI è stato predisposto un calendario
di escursioni.
Ci siamo anche noi, con la fantastica Zona Umida della Val Ferret !
qui la scheda del CAI
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martedì 5 febbraio 2013
Anche il CAI difende la Val Ferret !
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lunedì 4 febbraio 2013
Se 62 pagine di rilievi vi paiono poche....
Eccovi la delibera n. 17 della Giunta regionale COMUNE DI COURMAYEUR - VARIANTE SOSTANZIALE GENERALE AL PIANO REGOLATORE GENERALE COMUNALE VIGENTE, ADOTTATA CON DELIBERAZIONI CONSILIARI N. 35 DEL 18 SETTEMBRE 2007 E N. 39 E 40 DEL 5 LUGLIO 2012. PROPOSTA AL COMUNE DI MODIFICAZIONI AI SENSI DELL’ART. 15, COMMA 12, DELLA L.R. 6 APRILE 1998, N. 11.
Stiamo esaminando il tutto.
tra i primi rilievi:
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Stiamo esaminando il tutto.
tra i primi rilievi:
- il raddoppio del golf sembra al momento bloccato, grazie alle nostre osservazioni che hanno "aiutato" gli uffici regionali a fare il proprio lavoro. D'altra parte, la Giunta Rollandin ha riconosciuto: "l’interesse per lo sviluppo turistico del territorio comunale relativo all’eventuale ampliamento del campo da golf della Val Ferret, realizzabile a seguito di una adeguata progettazione volta ad evitare le interferenze negative con l’ambiente e i beni naturali ivi tutelati e di un conseguente iter di approvazione disciplinato secondo le norme vigenti in materia di tutela dei siti di importanza comunitaria e di valutazione ambientale". Tradotto in Italiano: "l'ampliamento del golf necessita di una variante sostanziale apposita, con relativa VAS e VIA, proprio come avevano detto quei rompiscatole degli ambientalisti, che hanno svelato i nostri piani; per ora ci avete fermato, ma ci riproveremo...." Naturalmente li aspetteremo al varco !
- molte delle promesse elettorali del Sindaco Derriard non sono state mantenute; per ora lasciamo ai sedotti e buggerati il piacere di scoprirlo !
- gli uffici regionali potevano sicuramente esprimere un giudizio ancora più negativo, ma in questo caso stenteremmo a riconoscere la nostra Vallée...
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domenica 3 febbraio 2013
un mondo d’acqua:Il 2 febbraio è la Giornata mondiale delle zone umide
Sabato 2 febbraio in tutto il mondo si sono festeggiate le zone umide.
Da noi, in VdA e soprattutto a Courmayeur, alle zone umide si vuole invece fare.... la festa !
Il World Wetlands Day 2013 ha per tema "le zone umide si prendono cura dell'acqua": in tutto il mondo si parla di gestione sostenibile dell'acqua, una risorsa preziosa dalla quale dipendono la sopravvivenza delle specie animali e vegetali e anche la maggior parte delle nostre attività socio-economiche.
Con le parole di Legambiente: «Un'occasione per riflettere sull'importanza di questi ecosistemi, serbatoi di biodiversità, e sul patrimonio idrico della nostra Penisola», «Le zone umide, pur essendo ambienti particolarmente delicati e fragili, ci forniscono acqua potabile, producono il 24% del cibo del Pianeta, servono all'irrigazione delle colture, fanno da barriera e da magazzini naturali di acqua in caso di inondazioni e sono importantissimi serbatoi di CO2. Purtroppo nonostante siano un risorsa importantissima per la vita umana, nell'ultimo secolo sono scomparse circa il 90% di questi ecosistemi a causa della forte pressione antropica, dell'inquinamento e dei cambiamenti climatici».
Per salvaguardare questi preziosi ecosistemi serve l'impegno diretto delle istituzioni e la sensibilizzazione dei cittadini. Per questo motivo è nata la rete italiana di Living Lakes, e Alessandra Paciotto, presidente di Legambiente Umbria e coordinatrice di Living Lakes, spiega che il suo obiettivo è quello di «Promuovere una gestione integrata dei laghi, proteggere gli habitat naturali, la flora e fauna, diffondere la conoscenza di questi ecosistemi; ma anche sviluppare in modo sostenibile il turismo e le economie locali e svolgere attività sportive nel pieno rispetto dell'ambiente. Mettere insieme amministratori, associazioni e comunità locali è un obiettivo fondamentale del nostro network che da alcuni anni lavora per una corrette gestione ambientale dei laghi e per fermare il degrado delle zone umide».
In Italia, oltre ai 53 siti Ramsar riconosciuti, che coprono oltre 60.000 ettari, ci sono anche molte zone umide considerate minori e spesso non riconosciute con lo stesso status previsto della pur svolgendo un ruolo primario nelle strategie per frenare la perdita di biodiversità, sono spesso poco conosciute dai cittadini e poco tutelate dalle istituzioni.
Da noi, in VdA e soprattutto a Courmayeur, alle zone umide si vuole invece fare.... la festa !
Il World Wetlands Day 2013 ha per tema "le zone umide si prendono cura dell'acqua": in tutto il mondo si parla di gestione sostenibile dell'acqua, una risorsa preziosa dalla quale dipendono la sopravvivenza delle specie animali e vegetali e anche la maggior parte delle nostre attività socio-economiche.
Con le parole di Legambiente: «Un'occasione per riflettere sull'importanza di questi ecosistemi, serbatoi di biodiversità, e sul patrimonio idrico della nostra Penisola», «Le zone umide, pur essendo ambienti particolarmente delicati e fragili, ci forniscono acqua potabile, producono il 24% del cibo del Pianeta, servono all'irrigazione delle colture, fanno da barriera e da magazzini naturali di acqua in caso di inondazioni e sono importantissimi serbatoi di CO2. Purtroppo nonostante siano un risorsa importantissima per la vita umana, nell'ultimo secolo sono scomparse circa il 90% di questi ecosistemi a causa della forte pressione antropica, dell'inquinamento e dei cambiamenti climatici».
Per salvaguardare questi preziosi ecosistemi serve l'impegno diretto delle istituzioni e la sensibilizzazione dei cittadini. Per questo motivo è nata la rete italiana di Living Lakes, e Alessandra Paciotto, presidente di Legambiente Umbria e coordinatrice di Living Lakes, spiega che il suo obiettivo è quello di «Promuovere una gestione integrata dei laghi, proteggere gli habitat naturali, la flora e fauna, diffondere la conoscenza di questi ecosistemi; ma anche sviluppare in modo sostenibile il turismo e le economie locali e svolgere attività sportive nel pieno rispetto dell'ambiente. Mettere insieme amministratori, associazioni e comunità locali è un obiettivo fondamentale del nostro network che da alcuni anni lavora per una corrette gestione ambientale dei laghi e per fermare il degrado delle zone umide».
In Italia, oltre ai 53 siti Ramsar riconosciuti, che coprono oltre 60.000 ettari, ci sono anche molte zone umide considerate minori e spesso non riconosciute con lo stesso status previsto della pur svolgendo un ruolo primario nelle strategie per frenare la perdita di biodiversità, sono spesso poco conosciute dai cittadini e poco tutelate dalle istituzioni.
domenica 20 gennaio 2013
Rieccoci !
Via libera a piano regolatore Courmayeur: In aree libere e ampliamenti 1.560 possibili abitanti in piu'
(ANSA) - AOSTA, 11 GEN - Via libera dalla Giunta regionale alla variante generale sostanziale al Piano regolatore del Comune di Courmayeur e al Piano territoriale paesistico (Ptp). Il comune conta attualmente circa 2.900 abitanti e l'andamento demografico e' sostanzialmente stabile da circa un decennio. Le aree libere ancora presenti e i modesti ampliamenti previsti consentono un insediamento potenziale di circa 1.560 abitanti, comprendenti residenti e posti letto turistici.
Car* lettor*,
dopo una lunga assenza riprendiamo il blog.
Dove eravamo andati a finire ? Beh, noi comuni cittadini , dobbiamo anche pensare a risolvere i nostri di problemi, oltre a quelli, appunto, comuni...
E poi, non c'erano grandi novità, dato che la Regione ha atteso, furbescamente, il risultato delle elezioni comunali per esprimersi sul testo definitivo di variante al PRGC.
La Giunta di Rollandin ha formulato il suo parere. Nei prossimi giorni, saremo, quindi, in grado di fornire adeguata informazione e il nostro commento (in particolare, sulla questione del golf).
Attenzione a quello che vi diranno, dato che, salvo il Sindaco e la Giunta regionale, nessuno sa quale sia la formulazione definitiva del piano.
Nel frattempo non siamo stati proprio con le mani in mano e abbiamo provveduto a fare un pò di comunicazione su quello che accade a Courma, al di là del "muro" di Pont: http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2012/12/le-zone-umide-ai-piedi-del-monte-bianco-minacciate-dal-campo-da-golf/
martedì 30 ottobre 2012
Tutta l'Italia lo chiede: salviamo il paesaggio !
Carlo Petrini, rappresentante del movimento Slow Food, ha aderito al Forum nazionale Salviamo il Paesaggio difendiamo i territori dichiarando:
" dal 1950 ad oggi l'Italia ha perso milioni di ettari della sua superficie libera (...) è giunto il momento di fare una campagna comune, di presidiare il territorio in maniera capillare a livello locale, di amplificare l'urlo di milioni d'italiani che sono stufi di vedersi distruggere paesaggi e luoghi del cuore".
Che dite, noi aderiamo, e voi ?
Il nostro luogo del cuore lo conoscete tutt*, è Courmayeur: le montagne, le vallate laterali, i boschi e quei pochi prati rimasti.
Un posto che meriterebbe il riconoscimento di patrimonio mondiale dell'Unesco - che avrebbe anche ricadute positive sul turismo - e che invece viene quotidianamente aggredito da "primitivi" adoratori del cemento e del denaro.
" dal 1950 ad oggi l'Italia ha perso milioni di ettari della sua superficie libera (...) è giunto il momento di fare una campagna comune, di presidiare il territorio in maniera capillare a livello locale, di amplificare l'urlo di milioni d'italiani che sono stufi di vedersi distruggere paesaggi e luoghi del cuore".
Che dite, noi aderiamo, e voi ?
Il nostro luogo del cuore lo conoscete tutt*, è Courmayeur: le montagne, le vallate laterali, i boschi e quei pochi prati rimasti.
Un posto che meriterebbe il riconoscimento di patrimonio mondiale dell'Unesco - che avrebbe anche ricadute positive sul turismo - e che invece viene quotidianamente aggredito da "primitivi" adoratori del cemento e del denaro.
domenica 28 ottobre 2012
Attenzione ! L'ambientalismo è contagioso: a Courmayeur è in atto un'epidemia ?
Rispetto alle richieste degli albergatori di Courmayeur alle liste in campo, La Stampa titolava: "Stop al cemento".
Un altro caso di furore ambientalista ?
Scherzi a parte, non può che farci piacere la presa di posizione degli albergatori.
Magari non saremo d'accordo su tutto e forse più che un'epidemia di ambientalismo si tratta di un semplice ritorno al buon senso, ma la loro presa di posizione è interessante (clamorosamente non rilevata dai vari professionisti profumatamente pagati per redigere il nuovo piano regolatore, come il prof. Alex Fubini, o quello turistico).
Qui alcuni estratti della loro presa di posizione:
Un piacevole ritornello che forse potrà interrompere l'attuale sciagurata deriva.
Un altro caso di furore ambientalista ?
Scherzi a parte, non può che farci piacere la presa di posizione degli albergatori.
Magari non saremo d'accordo su tutto e forse più che un'epidemia di ambientalismo si tratta di un semplice ritorno al buon senso, ma la loro presa di posizione è interessante (clamorosamente non rilevata dai vari professionisti profumatamente pagati per redigere il nuovo piano regolatore, come il prof. Alex Fubini, o quello turistico).
Qui alcuni estratti della loro presa di posizione:
- “A Courmayeur non si può più concedere altra terra a nessun tipo di sfruttamento edilizio o commerciale;”
- "il paese è ormai saturo";
- “Da alcuni decenni ormai, gli amministratori pubblici hanno trascurato tale vocazione naturale a favore della tutela di altri interessi”.
Un piacevole ritornello che forse potrà interrompere l'attuale sciagurata deriva.
sabato 6 ottobre 2012
SIC & ZPS for dummies
Visto che tra i personaggi importanti del blog ci sono le ZPS e i SIC ci sembrava cosa buona e giusta dare qualche semplice delucidazione per chiarire che cosa si nasconde dietro questi due acronimi...
Ufficialmente tutto ha inizio con una data: il 21 maggio del 1992 l'Unione Europea emette la Direttiva Habitat sulla “conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora (piante) e della fauna (animali) selvatiche". Questa direttiva ha proprio lo scopo di tutelare la biodiversità all'interno di aree e siti di volta in volta individuati, attraverso il mantenimento oppure il ripristino di condizioni che rendono queste zone così importanti da un punto di vista naturalistico, tanto da ritenere prioritaria la loro conservazione.
L'Italia ha recepito la direttiva in questione nel 1997 attraverso il Regolamento D.P.R. 8 settembre 1997 n. 357 modificato ed integrato dal D.P.R. Del 12 marzo 2003.
Figlia legittima di questa direttiva è Natura 2000: il principale strumento della politica europea per la conservazione della biodiversità. Rete Natura 2000 è una vera e propria rete ecologica diffusa su tutto il territorio europeo ed è un po' il braccio della direttiva sopracitata, volendo considerare questa come la mente del tutto. Si fa infatti riferimento a questa Rete per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora o fauna minacciati o rari a livello comunitario.
Ma che cosa è la rete?
Essa è costituita, guarda un po', proprio dalle zone di protezione speciale ZPS istituite dalla direttiva Uccelli 79/409/CEE e dalla zone speciali di conservazione ZSC istituite dagli Stati membri secondo quanto stabilito dalla direttiva Habitat. Le zone speciali di conservazione altro non sono che i SIC cioè siti di importanza comunitaria, zone in cui sono applicate le misure di conservazione e mantenimento necessarie o di ripristino di habitat naturali e delle popolazioni di specie per cui il sito è stato designato dalla Commissione Europea.
La rete Natura 2000 è costituita quindi da aree che non sono riserve naturali rigidamente protette dove le attività umane sono escluse. La Direttiva Habitat infatti intende proprio tutelare queste aree, garantendo la loro protezione naturalistica, ma tenendo conto anche delle esigenze economiche sociali e culturali, nonché delle particolarità locali e regionali delle zone individuate. Questo è un punto importante da non sottovalutare, perché quando poi vengono fatti i piani di gestione di queste aree attraverso ricerche scientifiche lunghe e accurate, viene sempre considerato il risultato tra l'attività umana e l'ambiente naturale.
Infatti l'Europa non dimostra con questa direttiva di voler vietare e basta, anzi l'obiettivo è proprio quello di integrare queste aree all'interno di zone dove l'uomo si concilia con la natura e contribuisce con le sue attività a mantenere l'integrità e la conservazione del posto. (Andate a vedere cosa dice il piano di gestione pubblicato sul blog su quali sono le attività umane che si conciliano con le zps e i sic in Val Ferret e in Val Veny).
Ma tornando a noi, in questo momento le regioni italiane hanno individuato 2287 SIC e 601 ZPS, di questi, 323 coincidono con le zone SIC.
All'interno di questi siti sono stati protetti complessivamente: 132 habitat, 88 specie di flora, 99 specie di fauna e 381 specie di avifauna ai sensi della direttiva Uccelli.
La tabella riporta per ogni Regione il numero, l'estensione totale in ettari e la percentuale rispetto al territorio complessivo regionale, rispettivamente delle ZPS, dei SIC e dell'intera rete Natura 2000.
Quindi volendo fare un piccolo sunto se a qualcuno non fosse ancora chiaro il processo:
- Gli Stati membri, e quindi anche l'Italia propongono una lista nazionale con tutti i siti “pSIC" (siti di importanza comunitaria proposti) che le diverse regioni valutano possano avere un interesse naturalistico da salvaguardare;
- la Commissione Europea valuta le liste e adotta con una decisione per ogni regione biogeografica una lista di Siti di Importanza Comunitaria (SIC) che diventano parte della rete Natura 2000. Per analizzare le proposte dei vari Stati, la Commissione europea prima di pubblicare le liste iniziali dei Sic, organizza seminari scientifici per ogni regione biogeografica a cui partecipano esperti indipendenti e rappresentanti di organizzazioni non governative di livello europeo. Durante questi seminari i siti vengono vagliati per verificare che al loro interno sia presente un campione sufficientemente rappresentativo di ogni habitat e specie per la loro tutela complessiva a livello comunitario;
- Una volta adottate le liste dei SIC, tutti gli stati membri devono designare tutti i siti presenti nelle liste SIC, come “Zone Speciali di Conservazione” il più presto possibile e comunque entro il termine massimo di sei anni, dando priorità ai siti più minacciati e/o di maggior rilevanza ai fini naturalistici;
- Il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare italiano pubblica quindi con propri decreti le liste dei SIC italiani per ogni regione biogeografica;
- Le ZPS vengono invece designate direttamente dagli stati membri prendendo come riferimento la Direttiva Uccelli ed entrano quindi automaticamente a far parte della Rete Natura 2000 senza passare dal via... Salta la casella Commissione europea e tira il dado...
IT1204010 Ambienti glaciali del Monte Bianco e

IT1204032 Talweg della Val Ferret
E su questi potete andare a rivedere i numerosi post che abbiamo già pubblicato sul blog con le motivazioni e le emergenze floro-faunistiche che hanno determinato la tutela di queste aree, oltre al piano di gestione di queste aree.
Giovanna
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